Ragionare al centimetro |
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Fondamentale l’ergonomia, una questione di misure e proporzioni
Cos’è l’ergonomia? È la scienza che studia il rapporto tra l’uomo e gli oggetti che utilizza, gli spazi dove vive e lavora. Più che mai la cucina è un ambiente dove questa scienza è chiamata a dare il proprio contributo di salute e comfort. La cucina è il luogo dove si prepara il cibo, si consuma e si conserva. La necessità di avere tutto a portata di mano e di muoversi comodamente senza affaticarsi, molto spesso non è garantita perché gli arredi non sono stati pensati per le nostre esigenze fisiche. Fonte: comunicazione Snaidero
Al momento dell’acquisto è facile farsi prendere dall’entusiasmo, lasciandosi colpire solo dall’estetica del prodotto. È importante invece approfondire quegli aspetti che consentono di effettuare una scelta razionale per non ritrovarsi costretti a lavorare in una cucina che non è adatta alle nostre caratteristiche. Fonte: comunicazione Dada
Tre gli elementi cardine cui prestare attenzione: le basi, i piani di lavoro e i pensili. Pensando in termini ergonomici è possibile verificare quale relazione si dovrà stabilire tra i diversi elementi e tra gli elementi e il nostro corpo. Basi e colonne Esistono basi con diversi sistemi di apertura e suddivisione dello spazio interno: starà a voi, al momento dell’acquisto, scegliere la soluzione che si addice maggiormente alle vostre esigenze. In generale dovete controllare che la struttura del contenitore sia sufficientemente profonda, in modo da darvi la possibilità di mettere cassetti ampi e cestoni estraibili. I cassetti. Scegliete basi che vi consentano l’inserimento di cassetti di altezze differenti. In questo modo si otterranno spazi utili per riporre non solo posaterie e piccoli oggetti, ma anche pentolame e vasellame. Fonte: comunicazione Febal Cestoni estraibili. In alternativa alle basi tradizionali con cassetti, potete scegliere i cestoni estraibili. Il vantaggio sarà quello di poter facilmente visualizzare tutto il contenuto, con un solo colpo d’occhio, senza doversi chinare eccessivamente per prendere il necessario. Assicuratevi che i cestoni (e i cassetti) siano dotati di fermo di fine corsa e di richiamo automatico di chiusura. Utili accorgimenti che evitano di rovinare. nel tempo. la finitura dei frontali delle basi e di ferirsi le dita nelle fasi di chiusura. Fonte: comunicazione Cesar
Base angolare. L’angolo in cucina è sicuramente lo spazio più difficile da utilizzare, per questo necessita di un’attenzione particolare per poterne sfruttare al meglio, lo spazio. Le basi ad angolo tradizionali con ripiani fissi o con cestelli a mezzaluna obbligano a curvarsi per prelevare gli oggetti posti lontano dall’apertura. Se possibile, molto meglio scegliere una base con ante scorrevoli verso l’interno e cesti girevoli: si avrà una maggiore capacità di contenimento e faciliterà i movimenti di prelievo degli oggetti. Fonte: comunicazione Snaidero
Le colonne. L’uso delle colonne in cucina permette di creare in uno spazio relativamente ridotto, un vano contenitore molto utile e pratico di contenimento. In molti casi può sostituire il tradizionale pensile. Ricordatevi che le colonne per essere funzionali devono avere sistemi di apertura che facilitano la visione e l’accesso al contenuto. Fonte: comunicazione GeD Cucine
I pensili Si tratta dei contenitori chiusi, sospesi sopra i piani di lavoro e relative basi. Dovrebbero garantire la massima praticità e libertà di movimento. La loro funzione è principalmente quella di contenere oggetti, stoviglie e piccoli elettrodomestici. Importante ai fini ergonomici, la profondità e il tipo di apertura e di anta applicata. Profondità. La profondità ideale è di circa 35 cm con vano utile di almeno 31 cm. Per quanto riguarda i sistemi di aggancio dei pensili alla parete, questi devono essere comodamente regolabili anche dall’interno del contenitore. Vanno collaudati per verificarne la resistenza e la stabilità in caso debbano sopportare pesi elevati. Potrebbe accadere, per esempio, che un bambino sovraccarichi il pensile utilizzandolo come appiglio per raggiungere un qualsiasi oggetto posto al suo interno. Fonte: comunicazione Arclinea
Le aperture. L’apertura dell’anta è tradizionalmente del tipo a battente. Tuttavia i pensili con questo tipo di apertura sono un ostacolo per diverse persone. Se l’anta rimane aperta, infatti, c’è il rischio, negli spostamenti, di procurarsi contusioni alla testa. Fonte: comunicazione Berloni
Recenti studi sull’ergonomia hanno messo a punto aperture di tipo alternativo che assicurano maggiore praticità e sicurezza d’impiego: basculante, a libro orizzontale e ad ante scorrevoli.
Anta basculante. Optare per un’apertura con anta basculante in molti casi è la scelta migliore. L’anta può rimanere aperta durante tutte le fasi di lavoro, permettendo di muoversi anche lateralmente oppure di chinarsi senza pericolo di procurarsi contusioni. L’apertura è permessa grazie a un sistema di molle o di pistoni, anche se le ultime evoluzioni tecniche vedono l’impiego di contrappesi che rendono leggero il movimento dell’anta.
Apertura a libro orizzontale. Riduce l’ingombro dato dalle normali antine. L’apertura viene facilitata grazie ad un sistema formato da cerniere e guide di scorrimento orizzontale.
Apertura con anta scorrevole. È più comoda rispetto ad un’apertura tradizionale, ma ha lo svantaggio di lasciare metà pensile a giorno e di dover continuamente spostare l’anta.
I piani di lavoro Sono il fulcro della cucina, dove il cibo viene preparato, tagliato, affettato, sbucciato… Nella maggior parte dei casi per svolgere questo tipo di operazioni si è obbligati a lavorare in piedi. Occhio, quindi, all’altezza e alla profondità.
Altezza. Per essere sicuri di avere il massimo in termini di praticità e comfort è bene verificare che la cucina sia pensata in relazione al nostro corpo. Oltre alle altezze standard, che si aggirano intorno agli 85 cm è possibile ottenere anche altezze più elevate o inferiori, tarabili sulle caratteristiche del proprio corpo. Orientatevi verso quei produttori che propongono soluzioni ad altezze variabili, in grado di soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. La variabilità offerta, infatti è compresa tra i 76 e i 100 cm di altezza. Fonte: comunicazione Pedini
Indicativamente le altezze consigliate dei piani, rispetto alla statura sono:
Profondità. La profondità tradizionale dei piani è di 60 cm, ma gli ultimi studi sull’ergonomia indicano che una maggiore profondità è più pratica e funzionale. I piani ideali dovrebbero offrire una profondità compresa tra i 65 e gli 80 cm. I piani da 65 cm sono più comodi e aumentano la visuale sul piano di lavoro. Questa profondità consente di abbassare il pensile soprastante fino a 48 cm di altezza dal piano, anziché i canonici 54 cm; una soluzione che permette di guardare e accedere al contenuto del pensile senza fatica. Fonte: comunicazione Scavolini
I piani da 80 cm offrono uno spazio ancora più ampio, grande libertà di movimento e perfetta visuale sul piano di lavoro. A maggior ragione, in questo caso, si può abbassare il pensile soprastante a un’altezza di cm 42 dal piano di lavoro. In questo modo il suo contenuto sarà più facile da raggiungere. Infine, nei piani da 80 cm è possibile prevedere l’inserimento di un canale attrezzato, con scolapiatti o altri accessori, dietro al lavello. (Tratto da Webmobili.it) |